Abbiamo sempre pensato troppo in verticale. Ora servono rami - Newsletter #37 CDLHRBP

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Nel nostro lavoro siamo abituati a ragionare come se ogni percorso fosse una linea retta: una richiesta, una risposta, un risultato. È una forma mentis naturale, perché ci permette di andare veloci, di chiudere attività, di non disperderci. Ma la realtà è un’altra: quasi nessuna decisione professionale segue un’unica direzione.

Ogni giorno gestiamo situazioni che non scorrono dall’alto verso il basso, ma si aprono a lato. Si biforcano. Si complicano. Si chiariscono. Si reinstradano.

Solo che non le trattiamo come tali. Le viviamo come eccezioni, imprevisti, varianti fuori standard. In realtà sono la struttura vera del nostro lavoro.

Se volessimo descriverle con un linguaggio semplice, basterebbe questo:

IF succede A, allora scegli B. OR se si verifica C, cambia strada. ELSE fermati, valuta, decidi.

Non è programmazione. È il modo in cui ragioniamo senza dichiararlo.

E dichiararlo fa tutta la differenza.

Quando portiamo alla luce il percorso che abbiamo sempre seguito in modo implicito, scopriamo che:

  • molte complessità non erano complesse, erano solo non mappate;
  • molte eccezioni non erano eccezioni, erano rami mai formalizzati;
  • molte urgenze non erano tali, erano decisioni non anticipate;
  • molti errori non erano errori, erano condizioni non esplicitate.

La verticalità rassicura, ma distorce. Ti fa vedere il mondo come un elenco. Il lavoro, invece, è un albero.

Ha nodi, scelte, alternative, punti di deviazione, punti di ritorno. E quando inizi a guardarlo così, cambia tutto: cambiano i processi, cambia la chiarezza, cambia la velocità con cui prendi decisioni.

È come passare dal guardare una strada al vedere una mappa.

Sto lavorando da un pò su questo concetto. Non riguarda software, automatismi o filosofia. Riguarda ciò che viene prima: la forma del pensiero che usiamo per descrivere il lavoro.

Una logica che non è tecnica, ma professionale. Una struttura che non complica, ma chiarisce. Un metodo che non sostituisce il giudizio, ma lo rende più leggibile.

C’è una verità che accomuna tutti i lavori ad alta responsabilità, ed è questa: la qualità di ciò che facciamo dipende dalla qualità delle scelte che prendiamo. E la qualità delle scelte dipende dalla chiarezza con cui vediamo i rami.

Ne parlerò nelle prossime settimane. Per ora basta una consapevolezza il futuro del lavoro non è verticale. È ramificato.

E la differenza, spesso, non è nella soluzione. È nel percorso che scegliamo per arrivarci.

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Comportati come un esperto in... siamo sicuri che sia l'inizio di un buon prompt?

Comportati come un esperto in... siamo sicuri che sia l'inizio di un buon prompt?

L'𝗜𝗔 𝗻𝗼𝗻 𝘀𝗮 𝗻𝘂𝗹𝗹𝗮 𝗱𝗶 𝗱𝗶𝗿𝗶𝘁𝘁𝗼 del lavoro. Sa solo come 𝗽𝗮𝗿𝗹𝗲𝗿𝗲𝗯𝗯𝗲 𝗾𝘂𝗮𝗹𝗰𝘂𝗻𝗼 𝗱𝗲𝗹 𝗺𝗲𝘀𝘁𝗶𝗲𝗿𝗲. E quella differenza, invisibile a prima lettura, è esattamente dove si nasconde il rischio per noi utenti. Siamo sicuri allora che iniziare un prompt con 𝘊𝘖𝘔𝘗𝘖𝘙𝘛𝘈𝘛𝘐 𝘊𝘖𝘔𝘌 𝘜𝘕 𝘌𝘚𝘗𝘌𝘙𝘛𝘖 𝘐𝘕... sia una buona mossa?

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