E' facile prevedere le dimissioni (se sai come farlo) - Newsletter CDLHRBP #33
CDL HR per PMINewsletter per consulenti e PMI che vogliono passare dal fare adempimenti al creare strategia HR.
Tutti pensavano che la Great Resignation fosse finita. In realtà ha solo cambiato forma: dal rumore delle dimissioni di massa al silenzio del quiet quitting, fino al great detachment che oggi attraversa gli uffici (e non solo).
Niente più porte che sbattono. Solo persone che restano ferme, ma con la testa altrove.
E i cedolini? Lo raccontano.
Negli ultimi mesi, analizzando buste paga e fogli presenza di molte di imprese, noto lo stesso pattern che si ripete: straordinari che scompaiono, ferie che si accumulano, premi che si spengono lentamente. Nessuna lettera di dimissioni, nessun conflitto, solo ore registrate ma senza presenza (mentale).
Dal Great Resignation al Great Detachment
Secondo il Report 2025 dell’Osservatorio HR Innovation Practice del Politecnico di Milano, l’Italia non sta vivendo una fase di stabilità, ma di grande distacco.
- Solo l’11% dei lavoratori ha cambiato o intende cambiare impiego.
- Ma appena il 10% “sta bene” nel proprio contesto organizzativo.
- E i quiet quitter, quelli che restano ma si sono già ritirati emotivamente, crescono del 14%.
È la nuova forma di fuga: meno dimissioni, più disincanto. Il corpo resta, la motivazione no.
Il segnale che nessuno legge
Un cliente mi racconta: “Uno dei nostri migliori dipendenti ha smesso di fare straordinari il venerdì. Nessuna lamentela, nessun segnale. Due settimane dopo, la lettera di dimissioni.”
Il venerdì non parla di ore. Parla di appartenenza. Quando smetti di restare l’ultimo giorno, non sei stanco: sei emotivamente altrove. È come togliersi la divisa senza dirlo a nessuno.
La finestra dei tre-sei mesi
La fase della divisa tolta dura più di quanto si creda. Nei dati di cedolini e presenze si manifesta tra i 90 e i 180 giorni che precedono l’uscita.
Un minuto di ritardo in più. Uno straordinario in meno. Ferie che si accumulano, bonus che evaporano. Segnali minimi, ma costanti.
I modelli di Predictive HR Analytics (Martin R. Edwards, Predictive HR Analytics) mostrano che questi micro-scarti hanno un potere predittivo superiore all’85% se combinati in un modello semplice di regressione logistica.
praticamente: non serve un algoritmo di Silicon Valley. Basta saper leggere un foglio paga come un cardiologo legge un ECG.
Perché le aziende non lo vedono
Non è un problema di strumenti. È un problema di coraggio cognitivo.
Le aziende (e noi consulenti del lavoro) hanno i dati. Ma interpretare un segnale significa ammettere che qualcosa nella relazione si è rotto. E questo fa più paura di qualsiasi turnover.
Molti preferiscono la comfort zone del rispetto formale: timbrature, procedure, adempimenti. Finché la persona non si dimette, tutto funziona.
Ma la verità è semplice: sapere crea responsabilità. Se riconosci il segnale e non agisci, diventi complice della fuga.
La grande illusione della stabilità
Nel 2025, con i costi alle stelle, le persone si muovono meno. Restano dove sono, ma non credono più in ciò che fanno. È una fuga differita, con interessi: apparentemente tutto stabile, ma l’energia lavorativa evapora.
Ogni giorno cresce il numero di lavoratori presenti solo per necessità, non per appartenenza. È il prezzo di un mercato che ha confuso la fedeltà con la rassegnazione.
Cosa funziona davvero
Quando un’azienda trova il coraggio di guardare, la prima azione utile non è un incentivo. È una conversazione decente.
Qualcuno che dica:
“Ho notato che qualcosa è cambiato. Ti va di dirmi se c’è un motivo?”
Quel gesto comunica: ti vedo. E a volte basta a sospendere la fuga mentale.
Il resto, bonus, corsi, smart working, funziona solo dopo che hai ricostruito fiducia. Prima, sono solo moduli firmati.
Mercoledì: dal dato al modello
Nel post di domani mostriamo come trasformare questi segnali in un modello predittivo semplificato per PMI. Una matrice di rischio, capace di anticipare le dimissioni prima che arrivino sul tavolo.
Perché prevedere le dimissioni non è difficile. È difficile accettare ciò che ti rivelano.