Il consulente del lavoro sparirà con l’IA? CDLHRBP Newsletter #42

CDL HR per PMINewsletter per consulenti e PMI che vogliono passare dal fare adempimenti al creare strategia HR.

È una domanda che circola da mesi. L’ho posta anch’io, pubblicamente. Non per provocare, ma per sondare il terreno.

Le risposte sono state varie. C’è chi dice “forse sì, è inevitabile”. Chi risponde “no, mai”. Chi si rifugia nel “dipende da come la usi”.

Tutte risposte deboli.

Perché la domanda giusta non è se il consulente del lavoro sparirà. La domanda è che tipo di consulente del lavoro è compatibile con l’IA.


L’errore di fondo nel dibattito

Nel dibattito sull’intelligenza artificiale si continua a confondere tre piani:

  1. la capacità di generare testo
  2. la capacità di produrre risposte plausibili
  3. la responsabilità delle decisioni

ChatGPT & Co. sono molto forti nei primi due. Sul terzo non esiste. Non può esistere.

L’IA non firma atti. Non risponde in giudizio. Non gestisce un contenzioso a distanza di due anni. Non ha una polizza professionale.

Questo non è un limite tecnico. È un limite strutturale.


Il vero rischio non è l’IA. È l’automatismo

Il rischio reale non è che l’IA sostituisca il consulente. Il rischio è che il consulente rinunci al governo del proprio ragionamento.

Quando deleghiamo all’IA:

  • la scrittura di una clausola contrattuale
  • l'interpretazione di un articolo di un CCNL
  • la valutazione di un rischio
  • la scelta tra alternative giuridicamente sensibili

senza essere in grado di spiegare ogni passaggio, non stiamo usando uno strumento. Stiamo introducendo opacità.

E l’opacità, nel diritto del lavoro, non è irrilevante. Si paga. Sempre. Solo più avanti.


PromptA nasce da qui

PromptA non nasce per “usare meglio ChatGPT”. Nasce per mettere attrito dove oggi c’è troppa facilità.

È un metodo pensato per chi:

  • prende decisioni che producono effetti differiti
  • lavora in contesti normativi complessi
  • non può permettersi risposte solo “ragionevoli”
  • deve sapere perché una risposta o un calcolo sta in piedi

PromptA non promette velocità. Non promette creatività. Non promette risposte migliori.

Promette una cosa sola strutturare il pensiero prima di delegarlo.


Una regola, prima di tutto

C’è una regola che viene prima di ogni prompt, di ogni tool, di ogni automazione

non automatizzare ciò che non sai spiegare

Non è una frase ad effetto. È una linea di confine professionale.

Se non sei in grado di spiegare:

le assunzioni implicite, i nessi causali, le alternative scartate, i punti di fragilità della risposta

allora non stai usando l’IA. Stai trasferendo il rischio.

E il rischio, nel nostro lavoro, non si trasferisce. Resta.


Il consulente del lavoro non sparirà

Ma una cosa sì, è destinata a sparire il consulente che scambia l’automazione per competenza.

Il consulente del lavoro che resta è quello che:

  • governa il rischio
  • presidia la scelta
  • usa strumenti probabilistici con rigore deterministico
  • mantiene tracciabile il proprio ragionamento

PromptA è pensato per questo tipo di professionista. Non per tutti. Non deve esserlo.

Domani inizierò a raccontare come funziona. Oggi era necessario chiarire perché esiste.

E soprattutto, da che parte sta.

Nota finale. Con questa newsletter non mi sto preparando a vendere nulla. Sto solo mettendo a terra un ragionamento che mi accompagna da mesi e che avevo bisogno di fissare prima di qualsiasi strumento.

Se vuoi, dimmi nei commenti cosa ne pensi. Anche se non sei d’accordo.

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