Piena prova fino a querela di falso (2700 C.c.) Newsletter #19

CDL HR per PMINewsletter per consulenti e PMI che vogliono passare dal fare adempimenti al creare strategia HR.

Ieri vi ho raccontato di Cedolyno™, il nostro eroe in miniatura che può sopravvivere a tutto... tranne che alla Burokriptonite.

Oggi vi racconto cosa gli è successo davvero.


Sì, è una di quelle storie. Quelle che iniziano con un bel verbale sulla scrivania e il cliente in panico.

Lavoro nero. Maxisanzione.

Il classico: “Se lo assumi per tre mesi, paghi la sanzione ridotta. Altrimenti raddoppia.”

E allora, da bravo Consulente del Lavoro, cominci il solito percorso a ostacoli:

  1. Leggi il verbale con attenzione.
  2. Lo confronti con quello di primo accesso.
  3. Fai richiesta delle dichiarazioni rese dal lavoratore (che spesso arrivano tardi, quando arrivano).
  4. Ascolti la versione dell'imprenditore.

Ed è qui che iniziano le incongruenze.


Il verbale dice: “Gli ispettori si sono presentati, esibendo i tesserini.”

L'imprenditore ti racconta: <<Prima hanno girato tutte le stanze. Solo dopo, quando stavamo quasi per chiamare i Carabinieri, si sono qualificati.>>

Vabbè. Formalismi, dirai tu. Nel diritto del lavoro, conta la sostanza. Giusto?

Poi, se puoi, parli col lavoratore. E quando riesci ad avere la sua dichiarazione… …scopri che tutte le domande del modulo sono barrate. Tranne una riga, scritta a mano: “Sono qui per fare compagnia a mio zio.”

Fine.


Anche il titolare dell’impresa, interrogato sul punto, fa verbalizzare: “Mio nipote è qui solo per compagnia.”

E allora che fai? Valuti, studi, scrivi il ricorso, chiedi audizione, citi giurisprudenza, cassazione, logica. Non c’è prova di:

  • mansione svolta
  • orario
  • retribuzione
  • inserimento nell’organizzazione
  • né subordinazione, né autonomia.

Ma sai cos'è rimasto nel verbale? La frase prestampata:

“...persona/e intenta/e a svolgere attività lavorativa…”

E questo basta. Per rigettare il ricorso. Nessun'altra motivazione.


Piccolo dettaglio bonus? Il verbale definisce l’impresa… un ristorante. (era un cantiere edile.)

Ah ma tranquilli, il primo errore è scusabile. Il secondo fa fede fino a querela di falso.


⚖️ E intanto, la Cassazione ci ricorda che:

Le dichiarazioni del lavoratore a verbale sono valide per provare l'illecito (Ordinanza 7801/2024)

Certo. Ma solo se quelle dichiarazioni ti inchiodano. Se provano un illecito appunto. Se invece dicono:

“Non sto lavorando, sono qui con mio zio” … non valgono nulla.

Questa non è solo una storia. È un sintomo. Una riflessione sul potere distruttivo della standardizzazione cieca, sulla forma che annulla la sostanza, sull’idea che un click o una casella barrata possa decidere la sorte di un’azienda.

Il formalismo è la Burokriptonite. E Cedolyno, da solo, non basta.


Ma proviamo allora a proporre delle soluzioni, non solo lamentela.

Questa vicenda finirà, presumibilmente, in un aula di tribunale con aggravio di costi per l'azienda e per l'amministrazione.

Forse è ora di pretendere che la legge:

  • imponga un contraddittorio preventivo al verbale unico conclusivo;
  • una vera audizione. Un altro nodo critico riguarda l’audizione prevista dall’art. 18 della Legge 689/1981. Secondo la norma, l’amministrazione è tenuta a convocare il trasgressore che ne faccia richiesta, per consentirgli di esporre le proprie ragioni prima dell’emissione dell’ordinanza-ingiunzione. Fin qui, tutto lineare. Ma nella prassi, soprattutto presso molti uffici periferici dell’INL, accade tutt’altro: quando l’audizione viene concessa (perché non sempre si viene nemmeno convocati, nonostante la richiesta), questa si svolge davanti a un funzionario che si limita a verbalizzare quanto viene detto, senza alcun potere decisionale. Il risultato? Un passaggio puramente formale, spesso inutile, perché a decidere se archiviare o procedere è un altro funzionario, che non ha assistito all’audizione e si limita a leggere la verbalizzazione. Un “ascolto” privo di dialogo, senza contraddittorio reale, che svuota la funzione stessa dell’art. 18, riducendolo a un rito burocratico. E così, anche quando si cerca di usare gli strumenti di difesa previsti dalla legge, ci si trova davanti a porte aperte solo per finta.
  • e poi, in ultimo ma non per importanza, il pieno accesso a tutto il fascicolo dell'ispezione. Perché oggi alcuni dati sono "riservati" ma poi quando si va dal giudice questi stessi dati devo essere mostrati e allora, se il ricorso amministrativo deve avere una utilità deflattiva del contenzioso in tribunale, dobbiamo conoscere tutte le evidenze e non solo quelle che ci vengono mostrate in verbali, troppo spesso, precompilati e pure male.
  • In fine, forse questo è un sogno, il diritto del lavoro è una materia complessa sarebbe il caso di avere delle commissioni ad hoc in stile fiscale? Chissa!

Se anche a te è mai capitato un “Ristorante Edile della Giustizia”... Scrivimi. Raccontamelo. Commenta. O semplicemente… condividilo.

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Comportati come un esperto in... siamo sicuri che sia l'inizio di un buon prompt?

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L'𝗜𝗔 𝗻𝗼𝗻 𝘀𝗮 𝗻𝘂𝗹𝗹𝗮 𝗱𝗶 𝗱𝗶𝗿𝗶𝘁𝘁𝗼 del lavoro. Sa solo come 𝗽𝗮𝗿𝗹𝗲𝗿𝗲𝗯𝗯𝗲 𝗾𝘂𝗮𝗹𝗰𝘂𝗻𝗼 𝗱𝗲𝗹 𝗺𝗲𝘀𝘁𝗶𝗲𝗿𝗲. E quella differenza, invisibile a prima lettura, è esattamente dove si nasconde il rischio per noi utenti. Siamo sicuri allora che iniziare un prompt con 𝘊𝘖𝘔𝘗𝘖𝘙𝘛𝘈𝘛𝘐 𝘊𝘖𝘔𝘌 𝘜𝘕 𝘌𝘚𝘗𝘌𝘙𝘛𝘖 𝘐𝘕... sia una buona mossa?

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