Tutti vogliono fare consulenza del lavoro senza essere consulenti del lavoro - NL#15

CDL HR per PMINewsletter per consulenti e PMI che vogliono passare dal fare adempimenti al creare strategia HR.

Professione Consulente del Lavoro: è ora di una riforma vera?

Nel mare in tempesta del mercato del lavoro, la figura del consulente del lavoro continua a galleggiare tra adempimenti burocratici, pressioni normative e un crescente senso di accerchiamento. E proprio mentre il Consiglio Nazionale dei Consulenti del Lavoro annuncia l'inizio di un percorso di riforma dell'ordinamento professionale (Legge 12/1979), Cedolyno si fa due domande e forse ne fa anche qualcuna a voi.

Avete notato che tutti vogliono il nostro core business?

Il software che usi per elaborare le buste paga ora ti propone anche il suo service integrato (o peggio lo propone alle tue aziende clienti). Il CAF del quartiere offre "servizi paghe" a pacchetto. Il CED del cugino del cugino ha il suo gestionale homemade. E non è finita: c'è anche chi, per decenni nel mondo della ristorazione, oggi promette di abbattere il costo del lavoro nel settore HORECA come fosse magia nera.

(i): non è magia.

È aggiramento delle norme.

Una sua frase ha catturato la mia attenzione: "Non scegliere il CCNL più diffuso, ma quello più conveniente." Ancora: "Il tuo consulente del lavoro non te lo dice perché non lo sa".

Ma la verità è un'altra.

Il consulente del lavoro, nella maggior parte dei casi, la norma la conosce. E sa perfettamente dove si possono trovare varchi, scappatoie, zone grigie. Il suo mestiere, però, non è sfruttarle per fare "il furbo".

È metterti al riparo. Dai contenziosi. Dalle sanzioni. Dagli errori che ti fanno risparmiare oggi e chiudere bottega domani.

Serve una riforma per difendere tutto questo?

Forse sì, se la direzione è quella giusta. Se non ci limitiamo a parlare della tenuta di un registro (pur importante per combattere l'abusivismo professionale), ma guardiamo più lontano:

  • Un consulente del lavoro come "notaio del rapporto di lavoro"? Sì, ma che non si limiti a dire cosa è lecito. Che sappia orientare, consigliare e quando serve dire NO.
  • Un consulente del lavoro come interlocutore di riferimento per INPS, INAIL, Ispettorato? Sì, ma con un ruolo attivo, non da semplice portavoce della burocrazia.
  • Un consulente del lavoro che possa portare le sue competenze anche nelle sedi di giustizia del lavoro, magari almeno in primo grado? Perché no, se ne ha le competenze e la preparazione.

La riforma deve proteggerci da chi banalizza la nostra professione.

Perché un conto è l'evoluzione, un altro la semplificazione a scapito della competenza. Se tutti vogliono fare paghe e contributi è solo perché li abbiamo fatti sembrare semplici. Ma non lo sono.

Un errore di inquadramento, un CCNL usato a sproposito, un contratto "furbo" possono essere l'inizio di una causa lunga anni. Il consulente del lavoro è l'unico alleato del datore di lavoro che sa esattamente quanto costa sbagliare.

Dicci la tua.

Cosa vorreste da una eventuale riforma della professione? Vi sentite rappresentati? State già vedendo segnali preoccupanti o di cambiamento positivo?

Cedolyno vi legge, come sempre.

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Comportati come un esperto in... siamo sicuri che sia l'inizio di un buon prompt?

Comportati come un esperto in... siamo sicuri che sia l'inizio di un buon prompt?

L'𝗜𝗔 𝗻𝗼𝗻 𝘀𝗮 𝗻𝘂𝗹𝗹𝗮 𝗱𝗶 𝗱𝗶𝗿𝗶𝘁𝘁𝗼 del lavoro. Sa solo come 𝗽𝗮𝗿𝗹𝗲𝗿𝗲𝗯𝗯𝗲 𝗾𝘂𝗮𝗹𝗰𝘂𝗻𝗼 𝗱𝗲𝗹 𝗺𝗲𝘀𝘁𝗶𝗲𝗿𝗲. E quella differenza, invisibile a prima lettura, è esattamente dove si nasconde il rischio per noi utenti. Siamo sicuri allora che iniziare un prompt con 𝘊𝘖𝘔𝘗𝘖𝘙𝘛𝘈𝘛𝘐 𝘊𝘖𝘔𝘌 𝘜𝘕 𝘌𝘚𝘗𝘌𝘙𝘛𝘖 𝘐𝘕... sia una buona mossa?

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